Archivi categoria: Cultura

LIBRI. STORIE DELLA BUONANOTTE PER BAMBINE RIBELLI

th[3]

 

Arriva anche in Italia Storie della buonanotte per bambine ribelli, 100 storie vere di donne che ce l’hanno fatta. Un libro illustrato che insegna alle piccole lettrici che è possibile realizzare i propri sogni, a prescindere dal genere di appartenenza.

Venduto in Gran Bretagna, Germania, Brasile, Turchia, Polonia, Messico, Olanda, Thailandia, oggi è stato tradotto il 12 lingue.

Il progetto, nato da Elena Favilli e Francesca Cavallo, ha una storia particolare: è uno dei libri più finanziati nella storia del crowdfunding. L’idea infatti si è sviluppata grazie al supporto di tante persone che hanno finanziato il progetto su Kickstarter (un sito web di finanziamento collettivo per progetti creativi) da aprile 2016, fino all’ottobre dello stesso anno. Durante i sei mesi è stato raccolto oltre un milione di dollari da 70 nazioni diverse, che ha permesso la realizzazione della versione americana del libro, pubblicata a novembre 2016 e che ha venduto 90.000 copie.
Ora il libro arriva anche nelle librerie italiane con lo scopo di raccontare alle bambine, ma non solo, le storie di donne che si sono distinte e hanno lasciato il segno in diversi ambiti, dai diritti civili allo sport, passando per la scienza e la letteratura.

Un esempio importante per l’empowerment femminile che inizia già in tenera età: scoprire che si possono seguire i propri sogni e che è possibile realizzarli è una lezione che serve ancora oggi, nonostante i progressi che si sono fatti negli ultimi anni per quanto riguarda la parità di genere. Secondo recenti ricerche infatti, le bambine fin dalla scuola media iniziano a perdere fiducia in se stesse. Ecco perché essere esposte molto prima a una narrazione diversa della femminilità è fondamentale. I libri per i più piccoli sono ancora pieni di stereotipi di genere. I genitori non possono fare molto, anche se sono preoccupati e vogliono far crescere i loro bambini con storie che propongono modelli femminili moderni: è per loro che stiamo creando questo libro. Così Elena Favilli e Francesca Cavallo raccontano Storie della buonanotte per bambine ribelli, diventato un caso editoriale.

Leggere le storie di donne che ce l’hanno fatta, anche in epoche ben più ostili della nostra, nonostante gli ostacoli della vita, è una lezione che resta nella memoria delle bambine, ma anche delle lettrici più grandicelle. Tra i personaggi raccontati nel libro ricordiamo la scrittrice Astrid Lindgren, autrice di Pippi Calzelunghe, la pittrice Frida Kahlo, il Premio Nobel Rita Levi Montalcini, il soprano Maria Callas. E poi sportive come Misty Copeland e personaggi dell’antichità, tra cui Ipazia, matematica, astronoma e filosofa della scuola neo-platonica ad Alessandria D’Egitto.

Educare contro gli stereotipi di genere fin dall’infanzia, fin dai banchi di scuola è un passo fondamentale per la parità tra i sessi e per poter vincere la battaglia contro la violenza di genere, purtroppo ancora profondamente radicata nel nostro Paese. Le bambine devono crescere con la consapevolezza che potranno diventare da grandi ciò che vorranno, se ci metteranno impegno e determinazione. Devono sapere che valgono qualcosa a prescindere dalla capacità di sedurre e dalla taglia del loro vestito. Non devono per forza vivere all’ombra di un uomo ma possono stare accanto a lui, alla pari pur nella bellezza della loro diversità, facendo avverare sogni e progetti che un tempo venivano percepiti come adatti solo ai maschi, siano essi andare nello spazio, studiare le stelle, occuparsi di politica o dirigere una grande azienda.
– Alle bambine ribelli di tutto il mondo: sognate più in grande, puntate più in alto, lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate: avete ragione voi –

 

Le autrici:

Elena Favilli è una giornalista-imprenditrice. Laureata in Semiotica all’Università di Bologna, ha studiato Digital Media a Berkeley, California.
Francesca Cavallo è autrice e regista di teatro. Esperta d’innovazione sociale, ha fondato Sferracavalli, festival internazionale d’immaginazione sostenibile.

Trasferitesi a San Francisco, il loro progetto di startup, che in Italia aveva ricevuto numerosi apprezzamenti ma pochi finanziamenti, è stato incluso nell’incubatore di 500 startups di DaveMcClure: il primo finanziamento contava 600mila dollari ricevuti da investitori italiani e americani. Ciò ha consentito a Elena e Francesca di fondare nel 2012 Timbuktu Labs, che crea prodotti innovativi per bambini.

 

 

 

I maschi gay dovrebbero praticare la castità.

 

homo-sapiens-fotografia-plantsciences-ucdavis-edu_1

 

 

…. e le donne dovrebbero smettere di fingere orgasmi che non esistono. Cosa c’entra l’amore con il desiderio, il sesso, la comunicazione? Forse dipende da quel vuoto che ci portiamo sempre dentro. O forse è nel desiderio di possedere che si dischiude il senso delle nostre vite.

Facciamo ordine e cominciamo dicendo che la sessualità è solo tra maschi e femmine, mettere il pene in una donna è sesso. Mettere un pene in un ano non lo è. La sessualità è il modo della biologia per creare le generazioni successive attraverso l’incontro tra gameti femminili e maschili. Dove non c’è l’incontro di gameti non può esserci sessualità.

L’ano fa parte del tubo digerente, creato perché passino le feci dall’interno all’esterno, la vagina è stata creata per essere penetrata , ci sono strati di ghiandole che producono molto lubrificante, c’è una sottomucosa, vasi linfatici che proteggono da batteri , virus ecc

La vagina si dilata per far entrare un pene o partorire ma il retto non ha la funzione di ricevere qualcosa, ma solo di espellerlo, è un riflesso naturale dei muscoli.

Madre natura non ha previsto che l’ano sia penetrato, nell’ano la mucosa è sottilissima e si può lacerare facilmente, ci sono vasi emorroidali molto fragili. Vogliamo elencare i danni causati dalla penetrazione? Fistole, ascessi perianali, ragadi, incontinenza anale.

NELL’ANO NON ESISTE L’ORGANO DELL’ORGASMO.

L’omosessualità non è una condizione normale, ogni volta che il pene entra nell’ano provoca lacerazioni gravissime. Può l’unione gay che porta all’incontinenza essere considerata una forma di amore? Credo non sia così.

E poi ci sono donne che si fanno sodomizzare senza in realtà volerlo veramente, sopportano il dolore perché desiderano che l’esperienza possa essere piacevole per lui, convinte di farlo capitolare, conquistarlo come una vetta inviolata e conficcargli la bandierina nel ventricolo sinistro, legarlo come un salame e tenerlo per sempre.

MAGARI SONO POI UOMINI PROFONDI COME UN TREPPIEDI….

Resta il “gioco della porta posteriore”, un piacere per il cervello, le donne si sentono cattive ragazze pagando un prezzo incredibile( donne, amiche, che si recano dal chirurgo perché diventate incontinenti…)

Care Donne, il corpo umano è qualcosa di veramente affascinante, fonte di intensi piaceri e soddisfazioni sessuali, posti all’apparenza nascosti i quali possono rivelarsi motivo di grandi soddisfazioni non appena qualcuno inizia a stimolarli.

L’interno coscia, il naso, i capezzoli, l’ombelico, gli alluci, la zona dei reni, le orecchie, la nuca, il retro del ginocchio, il basso ventre, il cuoio capelluto… E LA MENTE!!!

AL MONDO ESISTE TUTTO purchè non nuoccia né a sé né agli altri. E se ritrovassimo la normalità delle nostre nonne?

Potere e Pathos. Marzia Morini a Palazzo Strozzi

foto8

A Palazzo Strozzi a Firenze ha avuto sede la mostra evento “POTERE E PATHOS: BRONZI DEL MONDO ELLENISTICO”. Attraverso 50 capolavori in bronzo, la mostra raccontava gli straordinari sviluppi artistici dell’età ellenistica (IV- I secolo a.C.), periodo in cui, in tutto il bacino del Mediterraneo e oltre, si affermarono nuove forme di globalizzazione di linguaggi artistici del mondo allora conosciuto.

Statue monumentali di divinità, atleti ed eroi  affiancate da ritratti di personaggi storici e a sculture di marmo e di pietra che hanno portato il visitatore alla scoperta delle affascinanti storie dei ritrovamenti, la maggior parte dei quali rinvenuti in mare.

La mostra era composta da 7 sezioni, nella prima, l’ingresso, una statua in bronzo (L’ARRINGATORE) con il piano di appoggio di statua in marmo andata perduta (quest’ultima), idea della “presenza-assenza” cioè gli opposti.

Nella sezione 2 vi era l’omaggio ai grandi eroi come Alessandro il Macedone.

foto7

Nella sezione 3 (CORPI IDEALI E CORPI ESREMI) tra le varie opere troviamo il bronzo di Eracle proveniente da Sulmona

foto6

Ma soprattutto l’imponente “pugile seduto”

foto5

La sezione 4 dedicata ai ritratti si trovava la “testa maschile” rinvenuta nell’isola di Delo nel 1912 mentre la sezione 5 (REALISMO ED ESPRESSIVITA’) era dedicata a Creta dove tra gli altri vi era una statua ritratto di un giovane efebo

bronzo, cm 140, inv. 2677
bronzo, cm 140, inv. 2677

Nella sezione 6 (chiamata REPLICHE E MIMESI) la statua di “atleta con stringhe” datata 1-50 a.C.

foto3

Sezione 7 dedicata alle divinità come Apollo e Minerva

foto2foto1

Non poteva mancare una puntata alla Galleria dell’Accademia per ammirare nella sua magnificenza il DAVID di Michelangelo.

foto9

Libri. Il cuore è un corsaro e la mente il suo veliero. Autore Lorenzo Romoli

 

di Marilena Facci

Mi emoziona parlare di questo autore. Ero partita per un’intervista, poi il mio cervello si è sfarinato. Troppe emozioni… e non solo mie.

Anche per lui, Lorenzo Romoli, è stato un po’ così. Un autore reggiano, alla sua prima fatica, un grande poeta dico io.

lorenzo1

Seduti sul pavimento del palco allestito nella bellissima Rocca Estense di San Martino in Rio, è iniziata l’intervista. Un uomo con un grande dono, quello della sensibilità, e i suoi sensori in quell’occasione erano tutti allertati.

Si emoziona Lorenzo quando gli parlo del “pianeta donna”. Per lui “il calore conta”, racconta con tanta delicatezza di amore, emozioni, anime, brividi. Per lui una donna va fatta suonare come un pianoforte, con tutte le sue corde.

Dice che scrive di getto, tutto ciò che pensa, in tutta la sua spontaneità… e non rilegge mai.

Per un pudore idealistico non aveva mai pubblicato, solo l’incontro con un grande decano della scrittura in versi lo convince a rendere pubbliche le sue poesie.

lorenzo2

“Il cuore è un corsaro e la mente il suo veliero” è una raccolta di componimenti poetici, tra i tanti scritti. Scrive di atmosfere, respiri trattenuti, di magia intesa come amore, percezioni, sensi.

Le sue ultime parole dell’intervista: “Sei riuscita a sbucciarmi come pochi sono riusciti a fare”.

Grazie Lorenzo, il tuo apprezzamento continuerà a sfarinarmi il cervello. La sintonia nasce tra chi ha le stesse note dentro, perché, come dici tu, “il calore conta”. Continua questa bella scrittura e prosegui cullandoci tra le dolci onde delle tue incantevoli emozioni.

Titolo: Il cuore è un corsaro e la mente è il suo veliero.

Autore: Lorenzo Romoli

Editore: Società Editrice MonteCovello

Pagine: 90

Prezzo: € 6.00

Libri. Una casa sul Mare del Nord. Autore Nina George

George_Una%20casa%20sul%20mare%20del%20nord_300X__exact[1]

Nonostante la promessa fatta al padre da ragazza, quella sera Marianne non è per nulla convinta di essere felice. Ma le notti di Parigi possono essere incantate, tanto da cambiarti la vita. È quel che le succede mentre passeggia sotto le stelle lungo la Senna, ben decisa a farla finita con un’esistenza soffocante e soprattutto con l’uomo che ha sposato tanti, troppi anni prima. Basta però un clochard con l’aria di un angelo per farle cambiare programma: Marianne lascia il passato alle spalle e senza quasi accorgersene si ritrova in Bretagna, sulla costa dell’oceano, in uno splendido paesino dove può ricominciare. Avvolta nella magica atmosfera del mare del nord, Marianne riscopre i piaceri della vita: il profumo dell’erica, il gusto del mare, le fusa di un gatto. E l’amore di un affascinante pittore.

Cheryl Strayed – Wild – Mai pensato di mollare? Beh guarda qui!

images[2]

Lo scarpone era andato. Andato sul serio. Mi strinsi al petto il compagno come se fosse un bambino, anche se naturalmente era futile. Che cos’è uno scarpone senza l’altro? Niente. È inutile, un orfano, e non potevo averne pietà. Era un affare grosso, molto pesante, uno scarpone di pelle marrone con le stringhe

Nell’America degli anni ’90 una ragazza rimasta sola con il proprio fratello dopo la morte improvvisa della madre (dal padre si erano allontanati anni prima per eccesso di violenza) e la fine del proprio matrimonio, chiusa nella dipendenza dall’eroina decide di affrontare il Pacific Crest Trail a piedi, più di 1.600 Km in totale solitudine macinati in più di due mesi. In questo periodo ripensa a quello che le è successo e che è determinata a superare con un’impresa che pare superiore alle sue forze.
Tratto dal libro scritto dalla stessa protagonista “Wild – Una storia selvaggia di avventura e rinascita” e adattato da Nick Hornby per il grande schermo, il nuovo film di Jean-Marc Vallée non si distanzia molto dal precedente, Dallas Buyers Club, fondato com’è su un percorso di rinascita (che lì coincideva con uno di avvicinamento alla morte qui con uno di sopravvivenza naturale), sulla demolizione fisica e morale della protagonista e sulla sua ricostruzione a colpi di musica e paesaggi.
Jean-Marc Vallée si conferma cineasta di sistema, di conservazione e perpetuazione delle più consolidate sicurezze di Hollywood nel manipolare attenzione e commozione dello spettatore. Abile reinventore di meccanismi eterni che maschera dietro una patina di linguaggio moderno espedienti in voga da sempre. Era decisamente più solido e complesso da questo punto di vista Into the wild nel trarre da una vera storia d’esplorazione un modo differente di guardare l’America dei grandi spazi e di capire qualcosa di complesso su chi la abita o li attraversa. Questa è la prima cosa che manca a Wild: una maniera personale di affrontare l’immersione nella natura, perchè Vallée immerge la propria protagonista più nelle stagioni che nei luoghi, sorvola le particolarità degli ambienti per guardare sempre da vicino il personaggio così che gli unici paesaggi visibili sono ripresi nelle maniere più convenzionali. Più che un film di grandi scenari Wild è un film di vedute, uno in cui la pioggia suggerisce scene tristi, la neve momenti teneri e la violenza del caldo attimi pericolosi.
Si fa fatica anche a rintracciare la penna felice e dinamica di Hornby in una sceneggiatura che in maniera sistematica alterna pericoli ed occasioni, incontri salvifici e altri minacciosi con un’artificiosità da burattinaio, specie considerato il tasso già alto di empatia che la vera storia porta con sè: Cheryl Strayed, che visse da white trash, perse l’unica figura di riferimento e a soli 24 anni sembrava già alla fine della propria corsa, distrutta da sesso occasionale ed eroina, fu anche la persona che riprese tutto per i capelli penetrando 3 stati del suo paese, dimenticando tutto e reimparando ogni cosa in mezzo ai boschi. È allora solo uno specchietto per le allodole la decostruzione narrativa attraverso la quale questa trama ci viene narrata, scomposta in molti flashback che dosano il dramma per tutto il film invece che concentrarlo nell’introduzione ma sostanzialmente naive e semplicistica come se fosse stata raccontata linearmente.
Si perde così anche quella che doveva essere l’impresa di Reese Witherspoon, impalpabile e mai concreta (eccezion fatta per un momento nella prima scena in cui sembra davvero che il suo corpo inizi a stringere un rapporto con l’ambiente che attraversa) elemento stonato e mai in armonia con le location.

Arte: Ordine e disordine. Astrazione e figurazione nell’arte del Novecento

di Barbara Benevelli

La Galleria d’Arte 2000 & NOVECENTO di Reggio Emilia (Via Emilia San Pietro 21) presenta, dal 19 febbraio al 19 aprile 2015, “Ordine e disordine. Astrazione e figurazione nell’arte del Novecento”, esposizione collettiva con opere realizzate da alcuni protagonisti della scena artistica italiana, dagli anni ’40 ad oggi.

Il titolo dell’esposizione, “Ordine e disordine”, fa riferimento all’omonima serie di Alighiero Boetti, uno dei principali rappresentati dell’Arte Povera che nel 1972 decise di inserire una “e” fra il nome e il cognome, evidenziando così il dualismo della sua identità.

Alighiero_Boetti_Ordine_e_disordine_1983_tecnica_mista_su_carta_cm._96x66_Copia_95681

Un titolo che rimanda anche ad un interessante saggio di Luciano De Crescenzo (“Ordine e disordine”, 1996) in cui lo scrittore, parlando d’arte, pone l’ordine a metà strada tra il realismo ingenuo e l’astrattismo più sofisticato, il disordine sulle ali piuttosto che al centro.

IMG_5310_Copia_95981  IMG_5298_Copia_96181

In mostra, oltre a tre carte di Alighiero Boetti, un dipinto di Bruno Cassinari (“Senza Titolo”, 1958) ed Ennio Morlotti (“Senza Titolo”, 1967) – uniti nel “Fronte Nuovo delle Arti”.

Bruno_Cassinari_Senza_Titolo_1958_olio_su_tela_cm._40x105_Copia_95061 Ennio_Morlotti_1967_olio_su_cartone_su_tela_cm._34x47_Copia_95261

Le composizioni ritmiche e modulari di Luciano Bartolini le liriche astrazioni di Enrico Della Torre (“Attenzione”, 1980)

image Enrico_Della_Torre_Attenzione_1980_olio_su_cellulosa_su_tela_cm._158x398_Copia_95481

Completano il percorso espositivo, opere di: Capogrossi, Galliani, Gastini, Griffa, Ghirri, Manfredi, Mattioli, Migliori, Morandi, Savelli, Schifano e Valentini, nonché un’incisione ad acquaforte e puntasecca di Antonio Ligabue del 1940 circa.
La mostra sarà visitabile fino al 19 aprile 2015, tutti i giorni con i seguenti orari: 10 – 12,30 e 16 – 19,30. La Galleria rimarrà aperta anche la domenica ed i festivi.  Per informazioni: tel. 0522 580143www.duemilanovecento.it