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SIAMO CIO’ CHE MANGIAMO – TUTTO VERO

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Siamo quello che mangiamo? Certamente sì. L’alimentazione è un aspetto fondamentale della nostra vita e, in un certo senso, quello che mangiamo determina chi siamo. In base al tipo di alimentazione che seguiamo, infatti, possiamo avere (o non avere) problemi importanti per la salute. La giusta alimentazione può incidere molto sulla nostra vita e determinare il nostro futuro. Per questo quello che mangiamo rappresenta il nostro stile di vita ed il nostro modo di vivere. Una vita sedentaria ed una alimentazione eccessiva possono creare notevoli problemi. Anche se si dice che “grasso è bello”, in realtà una alimentazione scorretta ed il sovrappeso sono problemi da non sottovalutare.
La giusta alimentazione aiuta a vivere meglio. Offre quindi l’opportunità al nostro corpo di sfruttare le proprie potenzialità nel migliore dei modi. Per questo l’espressione “Siamo quello che mangiamo” rappresenta correttamente il nostro essere. Siamo come una casa: ognuno può arredarla nel migliore dei modi, ma qualsiasi eccesso (nel bene e nel male) può diventare negativo. Allo stesso modo, eccedendo nell’alimentazione, mangiando troppo o troppo poco, potremo avere molti problemi. Non sempre, però, si dà il giusto peso all’alimentazione.

Mangiare viene visto come qualcosa di necessario, ovviamente, ma allo stesso tempo non si fa attenzione a quello che si mangia. Un panino mangiato velocemente, un eccesso di grasso, i cibi fritti. Tutte cose che si dovrebbero evitare. Bisogna prediligere i cibi sani per far in modo che il nostro organismo possa funzionare correttamente. Senza diventare schiavi delle diete, ma imparando a mangiare. Ogni tanto uno strappo alla regola ci può stare, ma deve essere un caso isolato, non l’abitudine.

Forse per arrivare alla corretta alimentazione, però, bisognerebbe cambiare il contesto sociale in cui viviamo. Dire basta alla vita frenetica, che ci impone la fretta e ci impedisce di mangiare in tranquillità o di dedicare il giusto tempo alla preparazione di cibi sani. Dare maggiore peso alla colazione, perché serve ad iniziare bene la giornata. Tutti piccoli passi che si devono compiere per far in modo di rappresentare nel modo migliore ciò che mangiamo e che, quindi, siamo.

Quanto durano gli alimenti in freezer?

da Giornalettismo 

Durante il surgelamento le molecole d’acqua non congelate continuano a deteriorare i cibi, anche se molto più lentamente. Per questo è buona abitudine conoscere “il ciclo di vita” degli alimenti ed etichettarli per rispettare le scadenze naturali

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Quanto durano gli alimenti in freezer?

Tra tutti i metodi di conservazione il freddo è sicuramente uno dei migliori. Non prevedendo l’aggiunta di sostanze potenzialmente nocive o la produzione di sostanze cancerogene (come nel caso dell’affumicatura o del calore in generale), non ne modifica eccessivamente le caratteristiche organolettiche. Durante il surgelamento le molecole d’acqua non congelate continuano a deteriorare i cibi, anche se molto più lentamente. Per questo è buona abitudine conoscere “il ciclo di vita” degli alimenti ed etichettarli per rispettare le scadenze naturali.

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FONTI:

Arrigo contro i “masterchef”: “Non sono cuochi, figuriamoci chef” e su Cracco…

da Libero Quotidiano

Arrigo contro i "masterchef": "Non sono cuochi, figuriamoci chef" e su Cracco...

Arrigo Cipriani, proprietario dello storico Harry’s Bar di Venezia, si infervora contro gli chef stellati. Lo storico bar è diventato famoso grazie a Ernest Hemingway. Il padre di Arrigo e lo scrittore: “Diventarono una sorta di fratelli, maggiore e minore, a ruoli assolutamente intercambiabili. Fu in una di quelle sere che nacque il Bellini. Ma soprattutto l’amicizia e le porte di un paradiso della cucina italiana. Molto semplice, austera, quasi, ma di lusso”. Oggi Cipriani ha molto da dire riguardo gli chef: “Ma per carità, ho difficoltà a chiamarli cuochi, figuriamoci chef. Io non sono un cuoco. Ne ho tanti, ma loro stanno in cucina, io faccio il proprietario, quello che segue con attenzione il cliente, lo fa sentire a casa”. In particolare Vissani e Cracco sono la sua nota dolente, in quanto non gli piace nulla di quello che cucinano: “Per me hanno un atteggiamento demenziale. Propongono il menu degustazione. Ma le pare che se vado a ristorante e spendo fior di quattrini posso farmi imporre quello che devo mangiare? Finita la libertà, finisce tutto. Non è più lusso, è un’altra cosa. Lo fanno per far vedere che sono bravi”.

Il giro del mondo attraverso i gelati ma….dai gusti più strani

di Barbara Benevelli

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Sta arrivando la bella stagione è tempo di gelato. Non c’è probabilmente nulla di più rinfrescante per affrontare la calura estiva di un gustoso cono gelato alla frutta ma, senza aspettare il caldo estivo, il gelato è un alimento quasi completo che si può gustare tutto l’anno.

Nel mondo, però, numerosi gelatai la pensano diversamente sui semplici gusti alla frutta ed hanno deciso di arricchire la propria produzione con alcuni gusti davvero improbabili. Non tutti potrebbero riuscire a trovare il coraggio per assaggiarli. Ecco dunque a voi i gusti più strani del mondo.

Foie gras 

Del gelato al foie gras non avevamo davvero bisogno, ma una gelateria di San Francisco, Humphry Slocombe, ha deciso di aggiungerlo alla propria serie di gusti improbabili, di cui fa parte anche il gelato al prosciutto. A dir poco disgustoso. Eppure, pare che in California simili gusti siano tra i più popolari.

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Cicale

Ecco un gusto ancora più assurdo. Il gelato alle cicale, glassate e ricoperte di cioccolato. Questi insetti in Colombia vengono raccolti per essere utilizzati come ingrediente segreto per la preparazione di alcuni gelati. E pare che gli abitanti del luogo abbiano apprezzato l’esperimento.

Haggis

Chi è stato in Scozia saprà che l’Haggis è un piatto nazionale consistente in un polpettone a base di interiora di pecora. Se volete provare la versione gelato, Ben & Jerry’s ha inventato pure quella.

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Cheddar

Il cheddar, famoso formaggio inglese a pasta dura e di color giallo-arancio, è diventato il protagonista di un gusto di gelato davvero insolito, presso il Ciao Bella Gelato Company di Manhattan, dove vengono serviti 48 gusti di gelato davvero strani, compresi peperone e zucca.

Wasabi

Ecco un gusto di gelato adatto a chi ama i sapori esotici e la cucina giapponese. Il gelato al wasabi viene servito presso il Sundaes and Cones di New York City. Altri gusti di gelato a dir poco particolari che potrete assaggiare sono mais, avocado e sesamo nero.

Pizza

Max & Mina’s Home Made Ice Cream, un locale del Queens, offer uno strano gelato al gusto pizza, preparato con una base cremosa insaporita grazie a aglio, origano, formaggio e pomodori. Le stranezze non finiscono qui: non mancano il gelato alla birra e al salmone affumicato.

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Bacon e olive

Cream Cycle, a Wahington D.C., offre alcuni dei gusti di gelato più strani del mondo, a partire dal gelato al bacon, affiancato da un nuovo gusto alle olive. Ecco dunque le alternative perfette per chi non cerca un gelato dissetante, come quello alla frutta, bensì qualcosa di fresco, ma salato e saporito. De gustibus.

Peperoncino

Accanto ai gusti salati, non poteva di certo mancare il gelato piccante, a base di “ghost pepper”, una tipologia di peperoncino entrata nel guinness dei primati nel 2007 per il proprio sapore particolarmente forte. Lo potrete assaggiare presso il The Ice Cream Shop di Rehbooth, in Massachusetts.

Vipere

Un’industria di gelato giapponese ha avuto il coraggio di lanciare sul mercato il gelato al gusto di uno dei serpenti più velenosi del paese e apprezzato per le sue qualità afrodisiache.

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Uova di pesce

Il Ramekin di Los Angeles offre alcuni dei gusti di gelato più strani del mondo. Avreste mai pensato all’esistenza di un gelato a base di uova di pesce, calamari o nero di seppia? L’incubo non finisce qui: non manca infatti uno speciale gusto preparato con parmigiano e olio d’oliva.

Rosmarino

Il rosmarino è uno degli ingredienti insoliti utilizzati per la preparazione dei gelati di Jeni’s Splendid Ice Creams, in Ohio e Tennessee. Ad esso, nella preparazione del gelato, vengono unite noccioline, mandorle e noci peacan. E per un tocco di sapore in più non mancano zucchero di canna e pepe di cayenna.

Viagra

L’ideatore di questo singolare gusto risponde al nome di Charlie Harry Francis, noto inventore di cibi che ha raggiunto la popolarità grazie al sito della sua azienda, Lick Me I’m Delicious. Il prodotto è stato creato grazie a una miscela composta da champagne e, appunto, Viagra, e ogni “palla” contiene il dosaggio minimo del medicinale, corrispondente a 25mg.

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Cucina. Stufato al vino bianco. La rubrica di Paola

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di Paola Spigolon

Ingredienti per 4 persone:

8 patate medie, 8 carciofi con le spine, 4 spicchi di aglio, peperoncino in polvere, 1 cucchiaio di farina, 1 ciuffo di prezzemolo, 1 bicchiere di vino bianco secco, 1 limone, 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva, sale, pepe, fette di pane tostato.

Preparazione:

Indossando i guanti pulire i carciofi levando le foglie esterne più dure, tagliare il gambo e la parte superiore con le spine per almeno 3 centimetri, poi metterli in una ciotola con acqua fredda e succo del limone.

In un tegame grande con l’olio, rosolare l’aglio e il prezzemolo tritati, unire le patate pulite e tagliate a dadoni e lasciare insaporire per qualche minuto. Successivamente aggiungere i carciofi tagliati in quarti e privati dell’eventuale fieno centrale. Farli rosolare brevemente, alzare la fiamma e versare il vino.

Quando il vino sarà evaporato versare la farina e mescolare con cura.

Aggiungere mezzo litro di acqua, mescolare, unire un pizzico di sale, una piccola presa di peperoncino, mettere il coperchio, abbassare la fiamma e lasciare cuocere per circa 50 minuti, mescolando di tanto in tanto con delicatezza, in modo da non rompere le patate.

A fine cottura suddividere lo stufato nei piatti e servire caldo o tiepido, passando a parte pepe da macinare e pane tostato caldo.

Cucina. Ciambella della Befana. La rubrica di Paola

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di Paola Spigolon

Ingredienti per la torta:

350 grammi di farina, 250 grammi di zucchero, 1 panetto di burro da 125 grammi, 1 mela gialla, 150 grammi di uvetta sultanina, 50 grammi di canditi tagliati a dadini, 2 bicchieri di latte, 1 bustina di lievito per dolci, burro e farina per lo stampo –

Occorrente per la decorazione:

3 cucchiai di confettura di ciliegie, 1 busta di zucchero a velo (125 grammi), 1 cucchiaino di codette di zucchero colorate.

Preparazione:

In una ciotola mettere a bagno l’uvetta coperta di acqua calda per un quarto d’ora.

Lavorare il burro fuso con lo zucchero semolato, aggiungere la farina, il latte e mescolare. Aggiungere i canditi, l’uvetta sgocciolata, la mela sbucciata e tagliata a tocchetti e mescolare nuovamente. Versare per ultimo il lievito e mescolare un’ultima volta.

Imburrare e infarinare con cura uno stampo per ciambelle da 26 cm di diametro, meglio se con fondo sganciabile. Versare il composto nello stampo e mettere la teglia nel forno preriscaldato a 190 gradi per 50 minuti.

Rovesciare la ciambella in un piatto e lasciarla raffreddare.

Aggiungere un chcchiaio di acqua alla confettura e farla sciogliere a fiamma dolce, poi versarla (tenendone da parte la punta di un cucchiaino) a cucchiaiate sopra la ciambella ormai intiepidita.

Mescolare lo zucchero a velo con la pochissima confettura tenuta da parte e un cucchiaio di acqua fredda, fino a ottenere un composto omogeneo e senza grumi. Lasciarlo colare sulla ciambelle a cucchiate e completare la decorazione con le codette di zucchero.

Cucina. Alpini in cappotto. La rubrica di Paola

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di Paola Spigolon

Ingredienti per 4 persone

4 formaggi Alpino (4 etti in totale), 2 peperoni gialli, 4 etti di lenticchie lessate, 1 spicchio di aglio, 50 grammi di rucola, 4 gherigli di noci, erba cipollina secca, 4 cucchiai di olio extravergine di oliva, crostini di pane.

Preparazione:

Lavare i peperoni e cuocerli a fiamma moderata in un tegame con il coperchio con 2 cucchiai di olio, girandoli da tutti i lati. Lasciarli intiepidire, pelarli, privarli del torsolo e dei semi, tagliarli a metà e poi a listarelle in modo a ottenerne 16.

Avvolgere le formaggelle con le falde dei peperoni, fissandoli con uno stuzzicadenti e accomodarli al centro di piatti grandi individuali.

Scaldare 2 cucchiai di olio, rosolare lo spicchio di aglio intero e una presa di erba cipollina. Versare le lenticchie sgocciolate e rosolare per 5 minuti. Eliminare l’aglio e dividerle nei piatti contornando il formaggio.

Sistemare lungo il bordo la rucola pulita, decorare gli alpini con le noci tritate e i crostini e servire come piatto unico, oppure come secondo.