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I maschi gay dovrebbero praticare la castità.

 

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…. e le donne dovrebbero smettere di fingere orgasmi che non esistono. Cosa c’entra l’amore con il desiderio, il sesso, la comunicazione? Forse dipende da quel vuoto che ci portiamo sempre dentro. O forse è nel desiderio di possedere che si dischiude il senso delle nostre vite.

Facciamo ordine e cominciamo dicendo che la sessualità è solo tra maschi e femmine, mettere il pene in una donna è sesso. Mettere un pene in un ano non lo è. La sessualità è il modo della biologia per creare le generazioni successive attraverso l’incontro tra gameti femminili e maschili. Dove non c’è l’incontro di gameti non può esserci sessualità.

L’ano fa parte del tubo digerente, creato perché passino le feci dall’interno all’esterno, la vagina è stata creata per essere penetrata , ci sono strati di ghiandole che producono molto lubrificante, c’è una sottomucosa, vasi linfatici che proteggono da batteri , virus ecc

La vagina si dilata per far entrare un pene o partorire ma il retto non ha la funzione di ricevere qualcosa, ma solo di espellerlo, è un riflesso naturale dei muscoli.

Madre natura non ha previsto che l’ano sia penetrato, nell’ano la mucosa è sottilissima e si può lacerare facilmente, ci sono vasi emorroidali molto fragili. Vogliamo elencare i danni causati dalla penetrazione? Fistole, ascessi perianali, ragadi, incontinenza anale.

NELL’ANO NON ESISTE L’ORGANO DELL’ORGASMO.

L’omosessualità non è una condizione normale, ogni volta che il pene entra nell’ano provoca lacerazioni gravissime. Può l’unione gay che porta all’incontinenza essere considerata una forma di amore? Credo non sia così.

E poi ci sono donne che si fanno sodomizzare senza in realtà volerlo veramente, sopportano il dolore perché desiderano che l’esperienza possa essere piacevole per lui, convinte di farlo capitolare, conquistarlo come una vetta inviolata e conficcargli la bandierina nel ventricolo sinistro, legarlo come un salame e tenerlo per sempre.

MAGARI SONO POI UOMINI PROFONDI COME UN TREPPIEDI….

Resta il “gioco della porta posteriore”, un piacere per il cervello, le donne si sentono cattive ragazze pagando un prezzo incredibile( donne, amiche, che si recano dal chirurgo perché diventate incontinenti…)

Care Donne, il corpo umano è qualcosa di veramente affascinante, fonte di intensi piaceri e soddisfazioni sessuali, posti all’apparenza nascosti i quali possono rivelarsi motivo di grandi soddisfazioni non appena qualcuno inizia a stimolarli.

L’interno coscia, il naso, i capezzoli, l’ombelico, gli alluci, la zona dei reni, le orecchie, la nuca, il retro del ginocchio, il basso ventre, il cuoio capelluto… E LA MENTE!!!

AL MONDO ESISTE TUTTO purchè non nuoccia né a sé né agli altri. E se ritrovassimo la normalità delle nostre nonne?

UOMINI A “PROGETTO ZERO”

 

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di Marilena Facci

Ti seducono, ti fanno provare emozioni, ma non si vogliono impegnare. Donne che si innamorano, convinte di poterli gestire.

Ne esistono di due tipi: quelli espliciti nella difesa del loro disimpegno e quelli impliciti, che si defilano dai progetti di coppia senza però mai dichiarare veramente la loro non-intenzione. Di solito non prendono mai l’iniziativa per nuovi step relazionali; vivono bene e con entusiasmo nel “qui ed ora” del rapporto, ma si irrigidiscono o svicolano lì dove la partner spinge per un passaggio di livello.

Possono apparire fieri e “strafottenti” nel loro approccio relazionale, ma anche ambigui e subdoli nel rifiutare qualunque responsabilità.

Cosa spinge una donna a sperare anche quando si sente dire: “non ti innamorare”, “io non voglio una storia seria”, “non sono fatto per i legami”?
Una delle più potenti caratteristiche dell’animo femminile è “l’illusione sentimentale”, quella straordinaria capacità di idealizzare, romanzare e manipolare i dati di realtà a proprio vantaggio emotivo. Il no diventa forse, il forse diventa sì e il sì diventa assoluto. Con questo tipo di griglia interpretativa, capita sovente che, di fronte ad un uomo con scarsa propensione al legame, ci si incaponisca con un’idea che oscilla tra l’ ”io ti salverò” e “come me nessuna mai”. Entrambe pericolose, perché muovono ad un progetto sentimentale in cui la forza è data dal proprio impegno motivazionale e capacità persuasiva, piuttosto che dalla reale qualità relazionale. Insomma, anziché leggere i dati di reciprocità, attenzione e dedizione dell’altro, le donne che si ostinano in questi rapporti, finiscono per dare più importanza a quanto l’altro “vacilla” grazie alla loro tenacia.

Perché ci si innamora di un uomo così?
“In amor vince chi fugge” e il rincorrere l’altro attiva spesso l’adrenalina data dalla caccia (che vale per entrambi i sessi!), in cui più è rara o difficile la preda maggiore è il livello di eccitazione e gratificazione nel raggiungimento dello scopo. L’altro diventa “speciale”, proprio in quanto inafferrabile e irraggiungibile. E tutti gli stati d’animo che la conquista comporta, anche se per lo più sono ansiogeni e destabilizzanti, vincono sulla quiete e sulla serenità di una relazione più lineare, perché fanno sentire più vivi.

E perché alcune donne ci ricascano? Che tipo di donna è quella che vuole un potenziale partner di questo tipo?

Dipende, perché un conto è avere un “curriculum sentimentale” con tutti uomini a “progetto zero”, altro è esserci incappate raramente. Nel primo caso è plausibile che ci sia una scelta inconscia, dove il “capitano tutti a me” diviene uno scudo funzionale al non mettersi mai in gioco e ad usare un alibi potente dietro cui nascondere le proprie paure, insicurezze o motivazioni di cui non ci si assume la responsabilità. Nel secondo caso, invece, ci si è solo innamorate dell’uomo sbagliato e la durata della storia dipenderà da quanto si è centrate su di sé e su quello che si sente di meritare e volere da un rapporto, piuttosto che da una, spesso sterile, sfida con se stesse sulla propria capacità di conquista.

Quindi forse non ci si vuole impegnare in fondo?
Spesso, psicologicamente, per le donne che hanno paura di lasciarsi andare, ma soprattutto che hanno forte dentro di sé il fantasma dell’abbandono, gli uomini a “progetto zero” appaiono una tentata soluzione molto efficace. Nel senso che il livello di sofferenza che può generare un rapporto così instabile, è comunque più gestibile del terrore che può causare l’idea di un abbandono dopo un reale investimento. Lasciarsi coinvolgere da un uomo che non vuole vincoli, è come coinvolgersi a tempo, un tempo definito in cui interiormente si è perfettamente consapevoli che la storia finirà ed è questo il dato di “controllo emotivo”. Il “per sempre”, tanto ambito, diviene spesso il reale elemento che terrorizza, perché, se ci si crede per davvero e si viene poi deluse, si ha come la sensazione di “sgretolarsi” intimamente.

Cosa si prova ad avere a che fare con un uomo a progetto zero?
Spesso una grande frustrazione condita con alcuni picchi di entusiasmo, dovuti, magari, ai rari accenni di disponibilità, che aprono un varco di illusione o speranza che si può ancora “vincere” la partita. È chiaro che lo stato emotivo di base sarà fatto di poca serenità e di un continuo stato di allerta su cosa fare, come rispondere e quali nuove mosse o strategie sperimentare per tenere a sé l’altro.

I rischi che si corrono quali sono? Fare tutto da sole?
Quello più frequente è di rimanere bloccate e imbrigliate dentro questo coinvolgimento sentimentale, in cui tutto ciò che è al di fuori viene annullato, trascurato, in nome di un’assoluta focalizzazione di energia sulla “storia-non storia”. Maggiore quindi sarà il deserto affettivo, amicale, relazionale, che ci si è costruite attorno, più difficile sarà recuperare pezzi di sé e riprendersi dopo l’inevitabile fine della relazione.

Una volta deciso di viversi storie così, qual è il modo più sano per gestirle?
La migliore strategia di sopravvivenza è quella di costringersi a modulare l’investimento, nel senso di mantenere una parte del proprio spazio da dedicare agli amici, ai proprio interessi e se stesse. Tenere, infatti, aperta una finestra sul mondo, aiuterà a fare meglio dei bilanci, a valutare la situazione con più maturità e soprattutto a non farsi fagocitare dal vortice oscuro del rapporto. Può essere utile, inoltre, fare una lista concreta dei benefici e delle frustrazioni quotidiane che l’altro ci procura, così da rimanere meglio in contatto con la specificità reale di questa relazione, ma soprattutto per non perdere mai troppo la centratura con i propri bisogni e con le proprie emozioni.

 

La baciatrice di rospi. Gli errori delle donne.

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In una relazione sentimentale la responsabilità è sempre da entrambe le parti, all’interno della coppia ognuno recita un “copione” attirando a sè persone ed eventi che collimano con il sistema di credenza, ecco perché ciascun individuo ha la sua parte di responsabilità in ciò che vive e sperimenta.

Una volta individuato il copione può essere più semplice modificare attitudini mentali e comportamentali che innescano sempre i soliti meccanismi e attirare a sé persone e situazioni diverse. Come diceva Gandhi: “se vuoi far cambiare il mondo, comincia con il cambiare te stesso.”
Di seguito  17 tipologie comportamentali femminili, nessuna di queste è patologica di per sé ma lo diventa nel momento in cui la donna si cristallizza in uno di questi copioni, infatti affinchè la relazione evolva e sia sana e costruttiva occorre che ci sia una certa fluidità ed elasticità mentale per mutare atteggiamenti e comportamenti che magari andavano bene prima, ma che non è detto che vadano bene ora. Tutto muta, evolve al fine di non cadere in una routine sterile e non evolutiva.

La fata: bella, brava, buona, sempre motivata dalle buone intenzioni, elegante, sobria, affascinante, dolce, intelligente, di successo nello studio e nella professione. Appare talmente perfetta che quasi ci si dovrebbe guardar bene dall’averci a che fare per non “contaminarla”. All’interno del rapporto tende a voler superare i contrasti a qualunque costo, anche quando è deleterio per il rapporto stesso. Vive il paradosso di essere punita perché troppo amabile.

Colei che cerca il principe azzurro: ha un’elevata stima di sé, sia come bellezza sia come intelligenza. La ricerca del principe, impresa improbabile da realizzare, si conclude imponendosi di accontentarsi del “meno peggio”, dato che risulta impossibile trovare l’uomo che incarna tutte le qualità da lei ricercate.

La bella addormentata: aspetto piacevole, ritmi di vita lenti e morbidi, in lei tutto è improntato alla pacatezza di chi sa aspettare. L’attesa è per lei la strategia vincente.
Si tratta per lo più di donne sulla quarantina dal tardivo risveglio passionale. In assenza dell’agognato cavaliere, la bella si accontenta del “bravo ragazzo:” il loro rapporto si fonda su una rassicurante stabilità senza picchi né baratri.

La baciatrice di rospi: è convinta di poter trasformare con l’amore qualsiasi tipo di uomo, sono attratte da relazioni con persone sgradevoli nel loro aspetto fisico, inaffidabili e talvolta perfino pericolose. Inoltre non si è mai visto un rospo baciato e trasformato in principe!
Infatti tutte queste attenzioni  fanno credere all’uomo di essere nel giusto con il proprio modo di essere. Questo copione è diverso dalla crocerossina, infatti questa tipologia femminile è portata a voler “trovare del buono” ovunque e quindi a cercare di voler trasformare l’altro.

La seduttrice: non è bella ma intrigante, ha eleganza, malizia, capacità di incantare. Corre il rischio di cascare sotto i colpi di un seduttore più abile e capace di lei e gioca sempre al rialzo finendo vittima delle sue stesse doti. Dietro questa ossessione c’è il bisogno di ricevere conferme sulla propria desiderabilità, cardine dell’identità personale. Spesso emerge un’infedeltà congenita perché finisce col cedere a ogni lusinga nei suoi confronti.

L’amazzone: decisamente in carriera, socialmente vincente. Tende a tenere il maschio sottomesso, e se anche dovesse trovare un partner forte trova comunque il modo di sottometterlo, però la constatazione della debolezza del partner mina in lei la desiderabilità del proprio maschio. Le più fortunate sono quelle che riescono a trovare un compagno in grado di farle sentire sia leader, sia per qualche aspetto inferiori.

La camaleontica: dolce, sempre entusiasta, delega al partner ogni decisione e lo segue in tutto e per tutto, questo atteggiamento porta loro il vantaggio di non doversi assumere responsabilità. Questa donna, nella relazione, appare sempre felice. Piace molto all’uomo medio perché si sente valorizzato e nel rapporto di coppia si riducono a zero gli effetti sorpresa che rompono la noiosa routine.

La strega: fa della volgarità e dell’aggressività il marchio doc del proprio stile di vita e della modalità di relazionarsi con l’altro sesso. E’ appetibile per i maschi in cerca di sensazioni forti o per uomini inibiti. La netta prevalenza dei suoi rapporti è nell’ambito dell’occasionalità. La tragedia arriva quando, inevitabilmente, viene rifiutata da tutti.

La braccatrice: vive con una smania irrefrenabile di costituire il proprio nucleo amoroso e mettere su famiglia. E’ molto gelosa del partner e vede in ogni altra “lei” una possibile e pericolosa rivale, di base sono donne insicure che si sentono realizzate in un rapporto stabile. Il ruolo di famiglia si sostituisce completamente a quello di coppia.

La crocerossina: dedica poco tempo alla cura del proprio aspetto fisico e della propria femminilità e spende tutte le energie nel migliorare le capacità di pronto intervento. La relazione che si instaura è di infermiera-degente, ma finito il malanno finisce anche la sua funzione: affinché si mantenga la dinamica amorosa, il malato deve migliorare ma non guarire.

La dilagante: sprizza energia da ogni poro, bella, sempre calda nelle relazioni, sensuale, con un’autostima forse fin troppo elevata. Il partner si trova ad essere soffocato dalla sua energica presenza. Il suo scopo non è di sottomettere il partner (come la seduttrice o l’amazzone), ma di stimolarlo.
La moralista: è una moderna inquisitrice delle altrui colpe e scorrettezze. Di solito trova un partner altrettanto bacchettone quanto represso sul piano della sessualità. Spesso resta single oppure, ironia della sorte, viene profondamente travolta da un uomo e si trasforma nella più trasgressiva peccatrice.

La manager: si assume tutte le responsabilità e le decisioni (al contrario della camaleontica), è una donna di successo nella professione e nella società. E’ la partner ideale per il maschio smidollato. Il più delle volte finisce per essere tradita perché nell’esercizio del ruolo di manager, tende a perdere la sua sensualità femminile.

La traghettatrice: aiuta lui a raggiungere obiettivi che da solo non sarebbe in grado di centrare. Il traghettato, giunto all’altra sponda, molte volte salta giù dall’imbarcazione e continua il suo percorso insieme ad altri lasciando la traghettatrice con i remi in mano e distrutta dall’abbandono.

La nave-scuola: prende un uomo più giovane e il più delle volte decisamente imbranato e lo addestra a diventare maschio abile. La differenza di età è sempre notevole. Il maschio imbranato, divenuto un abile amante, si cercherà un’altra compagna per vivere i piacere passionali e carnali ora alla sua portata.

La leccatrice di ferite: si lega ad un uomo tramortito e ferito da una relazione appena conclusa e, di solito, finita drammaticamente, lo sana con il suo amore e con le sue cure. Se l’uomo non guarisce non sarà in grado di regalarle niente di emotivamente appagante. Se l’uomo guarisce, invece, guarderà verso altri orizzonti o, più doloroso ancora, tornerà con la partner precedente. Ci vuole molta accortezza per non finire in questo copione perché il mono pullula di maschi feriti e bisognosi di cure amorevoli.

Penelope: bella, elegante, sobria, schiva nei confronti dei possibili corteggiatori, intelligente, autonoma. E’ la moglie che tutti gli uomini vorrebbero avere e che nessuno lascia anche se la tradisce. Ma negli ultimi tempi, colei che resta in attesa dell’eroico compagno non è la moglie bensì l’amante. Nella quasi totalità dei casi l’uomo non lascerà mai l’altra o la famiglia perché lei, con la sua presenza e la sua disponibilità, va a compensare le carenze dell’altro rapporto.

Una volta che la donna si è riconosciuta in una modalità di funzionamento non è indicato un cambiamento radicale del copione, in quanto renderebbe la donna destabilizzata nella sua identità.
Una via d’uscita è tenere a mente la tragica evoluzione del copione in modo che la paura di una sofferenza futura maggiore di quella attuale, le permette di superarla per evitare esiti peggiori. E’ necessario che la donna arrivi a gestire in modo positivo e costruttivo le proprie peculiarità personali e relazionali.

Un’ulteriore strategia è l’impegno da parte della donna, di interpretare copioni amorosi e sentimentali diversi in modo da ridurre lo standardizzarsi del copione divenuto nel tempo spontaneo.
Inoltre, interpretare una combinazione di copioni complementari, le permette di esprimere una dose di ambiguità necessaria per apparire più affascinante e intrigante. Infatti uno stimolo, per quanto piacevole sia, quando si ripete costantemente riduce il suo effetto.

Affinchè un rapporto di coppia risulti duraturo e costruttivo è necessario che ci sia la volontà di proseguire il corteggiamento anche nel tempo, non lasciare il posto alla routine, la complicità e l’esclusività (ciò che è vissuto nella coppia è unico e non ripetibile con nessun altro). Ognuno è importante che coltivi i propri interessi per non perdere completamente la propria individualità. “La capacità che ci vuole è quella di due equilibristi che camminano ognuno sulla propria corda tesa avendo però a disposizione una sola barra stabilizzatrice gestita da entrambi in modo da conservare un funambolico equilibrio”

PABLO NERUDA. SE…

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Se saprai starmi vicino,
e potremo essere diversi,
se il sole illuminerà entrambi,
senza che le nostre ombre si sovrappongano,
se riusciremo ad essere “noi” in mezzo al mondo
e insieme al mondo, piangere, ridere, vivere.
Se ogni giorno sarà scoprire quello che siamo
e non il ricordo di come eravamo,
se sapremo darci l’un l’altro,
senza sapere chi sarà il primo e chi l’ultimo,
se il tuo corpo canterà con il mio perché insieme è gioia.
Allora sarà amore
e non sarà stato vano aspettarsi tanto.

Come conquistare un uomo che sembra distaccato. Ci vuole stile… piccoli consigli di Marilena Facci

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Ammettilo: quante volte – quando si tratta di conquistare un uomo – ti è capitato di vivere una situazione nella quale pensi di aver trovato il partner giusto, di aver iniziato una relazione con lui, di stare davvero bene e di essere convinta che anche lui stia davvero bene, finché all’improvviso, lui si mostra freddo e distaccato, si allontana da te, non fisicamente, ma emotivamente?

Di fronte a questo “fenomeno” ogni donna tende a reagire con un modo di fare spesso sbagliato: entra in ansia, in agitazione in stato di “bisogno”. E questo non ha nulla che vedere con conquistare un uomo, perché, al  contrario, si tratta di un atteggiamento che allontana il partner, e che, non importa a che livello lui sia interessato, se tanto o poco, lo fa scappare a gambe levate.

Quindi che cosa succede quando tu hai iniziato una bella relazione con un uomo che ti capisce e con il quale senti di avere – finalmente, dopo molte relazioni andate male – una sintonia profonda? Che ti fai prendere dalla tensione e dallo stress. Diventi perfettamente consapevole del fatto che le cose non possono più andare avanti in questo modo, ma non hai la più pallida idea di che cosa puoi fare per migliorarle e dunque ti ritrovi a insistere su una serie di comportamenti sbagliati i cui risultati sono inevitabilmente deludenti.

Esiste un modo più efficace di comportarsi in modo da conquistare un uomo, anche quando lui perde interesse?

Capire la psicologia maschile

E’ straordinario come molte donne riescano a dare una svolta alla propria vita sentimentale semplicemente assumendo un atteggiamento di comprensione verso gli uomini.

Che cosa significa assumere un atteggiamento di comprensione quando vuoi conquistare un uomo (che sia ancora solo un conoscente o già il partner con cui hai una relazione)?

Molto semplice: significa prendere atto una volta per tutte (è qui che devi fare il tuo “salto” mentale, amica mia) che uomini e donne hanno un modo di pensare, di vivere le emozioni e di esprimersi completamente diverso gli uni dalle altre.

Invece molte donne continuano a pensare che gli uomini “debbano” ragionare come loro, cioè come ragionano le donne. Così non va bene.

Come fai a pensare di conquistare un uomo mentre nello stesso tempo sei convinta che lui debba vedere il mondo e la vita esattamente come te? Tu non vuoi un compagno, vuoi un suddito mentale!

Il grande segreto nella mente degli uomini

Ebbene, ecco allora dove è una delle motivazioni che rendono diverso il modo di pensare degli uomini dal modo di pensare delle donne.

Per una serie di ragioni sia biologiche, sia “culturali” le donne considerano la relazione d’amore come uno degli ambiti più importanti della propria vita, un “pilastro” sul quale si sostiene il senso e il significato di tutta la loro esistenza.

Questo in sé, non è un fatto né buono, né cattivo, fino al momento in cui tu vivi le tue giornate all’insegna dell’equilibrio e della serenità personale. Se però sei “sbilanciata” tanto da comportarti in modo bisognoso sia quando sei single, sia quando sei in coppia oppure quando vuoi conquistare un uomo, ebbene c’è il grosso rischio non solo che tu soffra, ma anche che tu non esprima al cento per cento il tuo potere d’attrazione sugli uomini.

Ora, mentre le donne in genere ritengono che la relazione sentimentale sia una delle priorità della loro vita e faccia in qualche modo parte della loro “missione esistenziale personale”, per gli uomini non è lo stesso. Gli uomini all’interno della loro “missione esistenziale personale” inseriscono una serie di altri “grandi scopi” e “grandi obiettivi” che, in genere, hanno la priorità rispetto alla relazione sentimentale.

Vuoi sapere quali sono questi altri “grandi scopi”? Avere successo nel lavoro o nella loro attività. Realizzarsi nelle loro passioni (sport, hobby etc.) come veri “leader”, realizzare qualcosa di tangibile e concreto di cui poter essere orgogliosi di fronte a se stessi e di fronte agli altri. Acquisire una competenza “sicura” su alcune aree di loro interesse che possono – ancora – riguardare la professione ed essere partiche o teoriche (ancora lo sport, le auto, le arti marziali etc.).

In conclusione e per essere chiara: non è che gli uomini non siano del tutto interessati alle relazioni e le donne non abbiano interessi diversi rispetto al rapporto d’amore. Il fatto è che per le donne è prevalente l’aspetto delle relazioni in genere e per gli uomini sono prevalenti altri aspetti.

Come fai a conquistare un uomo e a coinvolgerlo?

Che cosa accade allora quando inizi una relazione con un uomo e ti pare che tutto stia andando a gonfie vele ma d’improvviso lui si “allontana” non fisicamente – magari trascorrete insieme lo stesso ammontare del tempo – ma emotivamante, così tanto che tu, quando sei con lui, hai la sensazione non di essere in compagnia, nemmeno di essere con un estraneo, ma di essere più sola di quando sei sola per davvero?

Come si fa a conquistare un uomo in questa situazione che per molte è angosciante?

Consideriamo che cosa può essere successo. Probabilmente quando lui “improvvisamente” si allontana lo fa perché, emotivamente, qualcuna delle sue priorità di vita lo ha chiamato fuori dal suo punto di equilibrio: potrebbe trattarsi di un problema professionale, di una senso di insoddisfazione per qualcosa che non “gira” nel verso giusto nella sua vita (denaro, interessi, amicizie).

In questo caso tu hai di fronte a te un enorme opportunità: puoi “trasformare” davvero la vostra relazione in una relazione seria e duratura. Puoi davvero conquistare un uomo per sempre.

In che modo?

Intanto ti dico – meglio, ti ribadisco – qual è il modo più sbagliato di comportarti: diventare assillante, ansiosa, appiccicosa. E sai perché? Perché in questo caso convincerai il tuo compagno – in modo inconscio per lui – che è meglio lasciare quello che per lui non è ancora prioritario per dedicarsi a tempo pieno a quello che invece è davvero importante per lui.

Il modo giusto invece è prendere atto di quanto sta succedendo, accettare questa “differenza di pensiero” tra te e lui e metterti in una posizione di ascolto dei suoi bisogni. Attenzione, mi raccomando – questo vale ogni qual volta vuoi conquistare un uomo – : non si deve trattare di un ascolto che diventa ricerca ansiosa di un contatto “emotivo” con lui – sennò è come se tu fossi ansiosa e assillante -. Semplicemente si tratta di essere presente e nel contempo assumere – anche tu – un atteggiamento di distacco dal coinvolgimento emotivo tra voi.

In questo modo il tuo compagno si sentirà alleggerito da pressioni di qualsiasi genere, apprezzerà la tua leggerezza e comprenderà che la relazione per lui sta assumendo le caratteristiche di una priorità per la sua vita.

Non solo: in questo modo tu assumi il pieno controllo delle tue emozioni e della relazione, superando il senso di insicurezza che magari talvolta ti capita di provare quando si tratta di conquistare un uomo che ti piace.

Un miracolo…

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Appoggiò la testa alla sua spalla e rimase a odorare e adorare quel piccolo miracolo rappresentato dalla propria pelle contro quella di lui. Le piaceva immaginare che qualcuno, forse una alchimista geniale e ruffiano, avesse fabbricato di proposito le loro epidermidi con elementi fatti apposta per funzionare l’uno da richiamo per l’altro