Burlesque. Il palco e la danza di Blondy Violet. Energia allo stato puro.

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Chi è Blondy Violet
Nata, cresciuta e vissuta a Reggio Emilia in una famiglia a tratti unitissima a tratti con tanti contrasti, ma che amo e stimo profondamente. Ho una sorella più piccola, anche lei un po’ artista, canta da diversi anni.
Sono salita su un palco per la prima volta a 7 anni, ho iniziato a frequentare corsi di Danza Contemporanea a quell’età, dopo avere sfondato diversi divani ballandoci sopra e rotto soprammobili durante “strane evoluzioni” danzanti.
La danza è stata, è e sarà sempre la mia valvola di sfogo: mi capita spesso in momenti di euforia, nervosismo o tristezza di ritrovarmi in casa mentre ballo da sola.
Grande passione. Dopo anni di lontananza dal palco, sono risalita avvicinandomi al burlesque, riscoprendo quanto mi piacesse e quanto “mi esalti”. Come dico, a chi mi chiede cosa provo, per me il palco è quasi “orgasmico”.
Amo viaggiare da viaggiatrice e poco da turista, se posso viaggio spesso anche sola, mi arricchisce e stimola molto di più.
Non mi tiro mai indietro dal conoscere nuove persone e, a volte, “attacco bottone” anche per strada se si crea occasione…
Sono stimolata dalla tecnologia. La adoro, quindi scrivere per un Blog on line…wow…troppo “figo”.

Non solo burlesque quindi !
Ho sempre lavorato in attività di tipo commerciale e a contatto con i clienti.
Grazie ad un periodo di stage a Los Angeles, ho potuto trovare finalmente il lavoro della mia vita: lavoro come Account manager per un’agenzia di comunicazione/web/eventi ed ufficio stampa. Ok…dopo tanti paroloni, in parole semplici: gestisco le relazioni con tutti i clienti e nell’agenzia ci occupiamo della reputazione e di tutto ciò che è l’immagine di aziende, istituzioni e professionisti.
Il Burlesque si affianca alla mia attività giornaliera come grande passione in cui mi impegno per crescere sempre più.

Quanti anni sono che lo pratichi e come ti sei avvicinata a questo gruppo ?
Mi sono avvicinata a quest’arte, per me sconosciuta, durante la mia permanenza a Los Angeles e, tornata in Italia -era il 2010- ho scoperto l’esistenza del corso tenuto da Nuit Blanche presso la Silk Ribbon Sisters Burlesque Academy di Reggio Emilia. Da allora mi sono appassionata sempre più cercando di conoscerne anche le origini culturali. A gennaio saranno 2 anni che faccio parte del gruppo performativo del collettivo Silk Ribbon Sisters Burlesque Team.

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Quale ruolo interpreti e quale vorresti eventualmente interpretare ?
Sicuramente la mia indole è “comedy”, benchè le mie performances rappresentino modelli di donna diversi, hanno comunque tutte un filo conduttore molto ironico; una sensualità scherzosa dove l’autoironia prevale.
Mi piace divertire e strappare un sorriso, o meglio anche una vera e propria risata al pubblico. Ridere fa sempre bene!

Cosa rappresenta per te il burlesque: professione, passione o trasgressione?
Il burlesque non è la mia professione principale, certamente non si può dire che sia solo un hobby, una vera e propria passione cresciuta sempre più e devo ammettere che è stata veramente TERAPEUTICA: imparare a lasciare andare le emozioni, a mostrarsi per come si è emotivamente e fisicamente; non avere più “falsi tabù” o “pudori inutili” e poi, essere di nuovo su un palco…lo adoro. Sì, insomma, il mio EGO è appagato!
Nella vita quotidiana sicuramente ho acquisito un po’ piu sicurezza, libertà mentale e malizia, aggiungendo una sfumatura trasgressiva che non fa male.

Burlesque. Sogno di una vita?
Di una vita forse no perché ne ho scorperto l’esistenza pochi anni fa, ma il palco sicuramente sì! Oggi, ovviamente, il palco per me è rappresentato dal burlesque. Certo un’arte che mi permette di dare vita in modo libero a stati d’animo sempre diversi, desideri reconditi, e rappresentarli attraverso il / i personaggio/i che si “mettono a nudo” non solo perché si tolgono i vestiti, ma perché svelano l’anima. Per “spogliarsi” dai vestiti occorre essersi prima “spogliati” da barriere mentali.

Il fatto che la gente tenda ad associare il burlesque a qualcosa di vizioso, ha intralciato o modificato la tua voglia di esprimerti sul palco?
Assolutamente no, anzi !Il pepe dà sapore, la trasgressione ed il vizio sono attraenti. Da sempre il proibito, il “nascosto” hanno sempre suscitato fascino. Più una cosa la si proibisce o le si dà un alone simile, più la si cerca e ci si avvicina ad essa. Tuttavia non dimentico i valori “tradizionali” in cui credo, anzi il fatto che i due aspetti di me convivano mi piace ed è bello avere “GOOD and BAD” mixati!

Perché i lettori dovrebbero venire ad assistere a uno spettacolo di burlesque ?
Perché è divertente, perché è qualcosa di “diverso” e oserei dire “nuovo”; perché il pubblico femminile può riflettere sul proprio approccio alla sessualità, alla fisicità e riconoscersi nel messaggio che ogni performer dà.
Di fatto siamo tutte donne “normali” con pregi e difetti che possono avere tutte, ma ognuna di noi è bella e attraente a modo proprio e ogni donna lo è.

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Credi ci sia più amicizia o rivalità tra donne?
Entrambe direi! Le donne sanno essere molto solidali e insieme ribaltano davvero il mondo, hanno forza, determinazione e le difficoltà le affrontano, non le evitano. E quando un gruppo di donne persegue lo stesso obiettivo, condivide la stessa passione, bhe…BOOM…è una bomba
La rivalità credo ci debba sempre essere, è stimolante, sprona a crescere sempre di più artisticamente. La rivalità costruttiva che ci fa guardare chi è più avanti di noi per catturare i lati da migliorare, è un toccasana.

Più spirituale o più carnale ?
Idem come sopra…”Mens sana in corpore sano”: in questo caso attraverso il corpo, attraverso le movenze e la mimica si esprime la nostra anima. Il corpo è mosso da emozioni, anche solo un minuscolo movimento del corpo è sospinto da un pensiero, da un sentimento, da un’idea.

In questo momento dove vorresti essere?

Mentre ti rispondo vorrei essere ai caraibi. Adoro il caldo e l’arrivo dell’inverno mi intristisce. Ma troverò il mio “sole” e si accettano anche “raggi di sole” esterni eh…

Un aggettivo che ti descrive.
Uno solo?? Difficile…direi IPERATTIVA! Mi chiamano anche DURACELL…facile da capire, non mi fermo (quasi) mai.

Cara Blondy raccontaci chi sei !
Direi piuttosto un IPHONE o un Computer o una calcolatrice: adoro essere sempre connessa, o comunque il più possibile. Anche per lavoro sono sempre immersa nella tecnologia, la vedo un completamento, un ampliamento del nostro ambiente quotidiano. La vedo anche una possibilità di conoscere, vedere mondi e contesti geograficamente opposti e rimanere in relazione con persone che sono lontane. Uno dei miei soprannomi nel team è I-BLONDY eheheh
La calcolatrice perché sono precisa e pignola, e per questo spesso mi capita di avere in mano la custodia e la gestione del money del team, e ancora una volta scherzosamente mi chiamano “IMU BLONDY” perché  sono una tassa, che arriva con cadenza precisa ahahah

Grazie Marilena, è bello poterti “svelare” un po’ di me e leggerlo on-line! I-BLONDY è contenta.

Una replica a “Burlesque. Il palco e la danza di Blondy Violet. Energia allo stato puro.”

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